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cosa dicono le stelle?

diario 10/1/2009

Cosa dicono le stelle?

 

 


Ogni nuovo anno, che lo vogliamo o meno, siamo tempestati da previsioni più o meno favorevoli da parte di quelli che per noi leggono il volere delle stelle… e così ecco che ci riempiamo la testa di segni zodiacali, promesse di ricchezza, fortuna in amore ecc…

Io propongo ora un altro modo di guardare le stelle.

Partiamo da alcuni fatti:

Horus, antico dio egizio, nacque da madre vergine il 25 dicembre, fu figlio del dio Osiride, venne alla luce in una grotta annunciato da una figura simile ad un angelo, il padre terreno fu Seb (jo seph). La stella Sirio annunciò l’evento e i testimoni furono pastori. Fu minacciato di morte da Herut e fuggì sotto il consiglio di dio. A 12 anni, con un rituale ottenne la maturità e dopo di che non si ebbero più notizie di lui fino ai 30 anni, quando venne battezzato in un fiume, l’Eridano o Iarutana, da Anup il battista. Quest’ultimo finì in seguito decapitato.

Fu portato da Set su un alto monte nel deserto, fu tentato e resistette, ebbe 12 seguaci e di lui si dice che abbia camminato sull’acqua, espulso demoni, guarito malati, ridato la vista ai ciechi, calmato i mari. Si dice anche che abbia risuscitato suo padre Osiride. Quest’ultimo era chiamato anche Asar, che tradotto in ebraico diventò El Asar. Dopo l’avvento dei romani, il nome El Asar fu seguito da “us” per indicare che era un nome maschile quindi El Asar Us. Col tempo la “E” venne omessa e la “S” diventò “Z”: Lazarus.

Trasfigurò su una montagna, morì in croce con a fianco due ladri, venne sepolto in una tomba e resuscitò dopo tre giorni e l’evento fu annunciato da tre donne. Fu denominato Krst, l’unto.

Non vi pare una storia già sentita?? E soprattutto, le similitudini non riguardano solo Horus ma anche Khrishna, Salivahana, Osiride, Odino, Crite, Baal, Taut, Indra, Bali, Jao, Wittoba, Tammuz, Attis, Xamolxis, Zoar, Adad, Deva, Tat, Sammonocadam, Alcide, Mikado, Beddru, Hesus, Bremrillahm, Thor, Cadmo, Hil, Feta, Gantaut, Ischy, Xaca, Fohi, Tien, Adonis, Issione, Quirino, Mitra.

Ma che c’entrano le stelle?

L’anno è suddiviso in 12 mesi, o 12 segni zodiacali, i 12 apostoli, Gesù passa “attraverso loro”, quindi Gesù non è altri che il Sole, la stella che ci riscalda e ci fa vivere. Gesù nasce a Betlemme, che tradotto in ebraico antico significa “casa del pane”, Horus, nacque ad Annù, che tradotto in lingua egizia significa “casa del pane”. Ciò sta a simboleggiare il grano, che senza il sole non può crescere. Betlemme è in realtà una costellazione e si trova nel segno della Vergine.

Il 21-22 dicembre abbiamo poi il solstizio d’inverno e per tre giorni circa il sole sembra rimanere fermo in cielo per poi ricominciare la sua parabola ascendente fino ad arrivare al suo apice il 21 di giugno.

Ed è proprio dopo tre giorni circa dal 21-22 dicembre che noi festeggiamo la nascita (o rinascita)di Gesù, il 25. Rimane però il fatto che per un lungo periodo la notte è ancora più lunga del giorno ed è per questo che festeggiamo la Pasqua solo a marzo-aprile quando la durata delle ore di sole supera quella delle ore di buio.

Il 24 dicembre Sirio, la stella più luminosa si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione che sono chiamate I Tre Re. La linea creata finisce nel punto in cui sorge il sole il 25 dicembre.

In quanto alla “vergine”, il geroglifico antico che rappreseta la costellazione “virgo” è una “m” modificata (quella degli oroscopi) ed è per questo che molte madri di dei in molte culture iniziano per “M” ( Mirra, Maya, Meri, Mithra, ecc…).

Ci sarebbe poi una lunga spiegazione delle “ere” del mondo che durano 2150 anni e che nella Bibbia trovano simboli fortissimi come il passaggio a ritroso dall’era del toro a quella dell’ariete ai tempi di Mosè che infatti si infuriò con il suo popolo che adorava un vitello d’oro (toro) quando avrebbe dovuto adorare lui cioè l’ariete. Gesù è invece colui che segna l’inizio dell’era dei pesci che inizia nel 1D.C.

Nel Vangelo di Luca si parla dell’apocalisse, la fine del mondo ma la parola “mondo”, in realtà è da tradurre come “era” e simboleggia il passaggio dall’era dei pesci a quella dell’acquario.

Infatti alla domanda dei discepoli a Gesù: - dove prepareremo la Pasqua dopo la tua morte - Gesù risponde: - appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà -. Questo è uno dei simboli biblici che più si rifà all’astrologia dove infatti la costellazione dell’acquario è sempre rappresentata da un uomo con una brocca d’acqua. In realtà quindi non si parla di fine del mondo ma di fine di un’era e che poi ne verrà un’altra.

Molte parti della Bibbia poi sono riprese con piccole modifiche da culture più vecchie anche di millenni; è il caso delle tavole dei comandamenti di Mosè: furono infatti ritrovati in una tomba egizia i dieci comandamenti in forma di testamento (io ho onorato padre e madre, io non ho ucciso, io non ho rubato, ecc…) che simboleggiavano il diritto ad accedere al paradiso egizio da parte del defunto.

Stessa sorte tocca all’ Arca di Noè con una fonte precristiana (2600 A.C.) che narra della leggenda di Gilgamesh, di una alluvione voluta da Dio, di una barca che porta in salvo animali e addirittura di una colomba liberata e che fa ritorno…

Ma voglio concludere con una frase di Papa Leone X che rende bene l’idea di cosa voglio dire:

 “Si sa da tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di gesù cristo”

(Lettera di papa leone X al Cardinal Bembo. - Archivi vaticani - Corr. LeoneX - vol. 3° - volume cartonato grigio con cordame di collatura - scaffale 41 - 2° piano inf. - Microfilm disponibile)

 

PER CHI DI VOI FOSSE INTERESSATO AD APPROFONDIRE L’ARGOMENTO CONSIGLIO LA VISIONE DEL DOCUMENTARIO “ZEITGEIST” RINTRACCIABILE SU INTERNET.   

     D.P.



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permalink | inviato da ken saro wiwa il 10/1/2009 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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